Playlist #24 – Maroccan Tales

1. Streets of Tangier – Jozef Van Wissem & Sqürl
2. Yemiaslek Fikir – Heilu Mergia
3. Cumbia Africana – Son Palenque
4. Rabat/Malta – C’mon Tigre
5. Tarifa – Sharon Van Hetten
6. Minervina – Katharina Buhr
7. The end – The Doors
8. Primavera Araba – Paolo Angeli
9. Papu’s Song – Laurel PetitGand
10. Autodidata – Russo Passapusso

Playlist #23 – Bristolian Tales 2

1. Anima – Vessel

Sentendo l’album di Vessel, Punish, Honey ci si può fare un’idea di quanto scura, inospitale e ostica possa essere questa cittá. Eppure tra le gigantesche colate di cemento del centro sotto forma di parcheggi multipiano e i sobborghi di Easton, qualcuno e’ ancora vivo, non tutto e’ perduto, il cuore batte ancora, con violenza.

2. Astral Weeks – Van Morrison

Certe mattine di settembre Bristol, dal passato industrioso, si risveglia pigrissima e stanca. Non c’e’ nient’altro da fare che sedersi a contemplarla sulle note poetiche di Astral Weeks di Van Morrison.

3. Coronus, the Terminator – Flying Lotus

Che l’unica tappa inglese del tour di Flying Lotus dello scorso anno sia stata alla Colston Hall di Bristol non e’ un caso. Con Thundercat e Justin Brown in super forma ad aprire. “Bristol!Last time I’ve been here you were listening dubstep!” Che e’ il nipote di Alice Coltrane l’abbiamo giá detto?

4. Dream Baby Dream – Neneh Cherry and The Thing

Della playlist apparsa su The wire n. 366  con 15 versioni diverse di Dream Baby Dream non potevamo evitare di scegliere quella di Neneh Cherry, che se si e’ fortunati a Bristol la si può trovare in concerto in un comunissimo lunedí sera di Gennaio. Lo spirito dei Rip, Rig and Panic aleggia tra le vie di Stokes Croft.

5. The End – Sybille Baier

Questa canzone con Bristol non c’entra niente, tant’é che lei e’ tedesca e quest’album é del 2006.
Se l’ascoltassero lo stesso.

6. Forget My Name – Meshell Ndeogecello

Manco la Meshell e’ di Bristol, ma il profondo giro di basso e l’assolo di trombone nel finale fanno di questo un pezzo un dub in piena regola, e qua a Bristol di dub ne sanno qualcosa. La miscela esplosiva di reggae e elettronica, con  il quartiere giamaicano di St. Pauls a un tiro di schioppo da Stokes Croft, ha dato vita al Massive Attack. (ok, l’accanno con le metafore belliche).

7.   It’s not easy -Shackleton

Shackleton invece e’ bristoliano born and bread, (non e’ vero, per quanto ne so uno dei genitori potrebbe essere di Milton Keynes). Che e’ come essere in ciabi per i sassaresi. Un giorno Shackleton l’ho pure sentito, millantare certi parenti di vicino Piazza Tola. Sara’ la linea consanguinea Sassari- Bristol a dare vita a suoni cosí ossessivi e frenetici? 

8. Mersh – Dean Blunt

Anche questo pezzo mischia suoni cupi e andamenti dub, e la rivista bristoliana Crack Magazine ha messo quest’album al primo posto nella classifica del 2014. Esticazzi. Ma il pezzo e’ grrrrrt ace, innit?

9. The Mother Lode – Thom Yorke

Vecchia volpe Thom Yorke, il vizio dell’elettronica non l’ha perso. La sorella del mio coinquilino un giorno a Oxford gli ha servito uno smoothie e non l’ha riconosciuto.

10. My Child, My Chain – Young Echo

Eccolo, il collettivo principe della scena bass di questo lembo d’Inghilterra. Gente capace di passare dal trip-hop piu’ oscuro a Moondog nella stessa serata (we are not playing any techno, if you don’t like Moondog go home). Le loro serate all’Exchange sono di quanto piu’ fumoso e piovoso si possa trovare in citta’. Altro che Tobacco Factory o quei gaggi del Christmas Steps.

11. Rims – Actress

Un altro preso bene é Actress, che sara’ pure di Londra, ma con Ghettoville ci ha azzeccato eccome. Il suo set a Bristol l’anno scorso a quanto pare era una roba…Io me lo son perso perché il giorno dopo dovevo lavorare.

 12. 5785021 – Jessy Lanza

Esempio di un altro set che mi son perso l’anno scorso perché stavo lavorando. Ha aperto per Caribou alla Colston Hall e alla domanda “how was it?” che ho posto alla mia collega qualche giorno dopo, la risposta fu  “Dunno, I was stoned”.

13. Watershed – Mark Hollis

Il Watershed e’ un cinema di Bristol che si trova all’ Harbourside, sul canale. Ogni tanto ci fa i djset Bonobo dopo i film, ma non lo dicono prima. Mark Hollis é un grande.

Playlist #22 – Bristolian tales

1. Antilope – Get the Blessing
2. Inner Babylon – Sons of Kemet
3. We are Enough – Melt Yourself Down
4. Be Free – Polar Bear
5. Jelly – Evil Usses
6. The Museum of Love – Andy Watts
7. Katang – Zun Zun Egui
8. Cold Side of The Pillow – Pilia/Grubbs/Belfi
9. Body and Soul – William Onyeabor

Father Murphy, MX LX, Twin, Deej Dhariwhal, Uiutna ZamZam @ St. John Baptist Church – Bristol (26/02/2014)

Father Murphy, giù nella cripta | St. John Baptist Church | Bristol

Playlist #21

1. Blue Eyed Baby – Ed Askew
2. East Timor – Hobocombo
3. The Lady Rachel – Kevin Ayers
4. Sous le ciel de Paris – Marc Ribot
5. Entr’acte – Gary Lucas
6. Lope – Get The Blessing
7. Mary, Mary so contrary – Can
8. Beatiful Black Women – The Jihad
9. Mon nuisance – 49 Americans
10. Los pobres de los mundos tocan el bombo – Finis Africae

Playlist #20

1. Basilio’s Crazy Wedding Song – Sao Paulo Underground

Il Basilio in questione è Basilio Sulis, direttore del festival “Ai confini tra Sardegna e Jazz” che si tiene a Sant’Anna Arresi, località nella quale si è appunto sposato Rob Mazurek, leader dei Sao Paulo Underground.

2. In Quelle Sere d’Autunno – Paolo Fresu Quintet

Tratta dall’album Wanderlust, registrato nel palazzo dei Congressi di Liegi, sulle rive della Meuse, nel lontano 1997.

3. Smoking my Ganja – Capital Letters

“I’m wanted man, running way from the policemen” Questo classico UK reggae erano usi suonarlo dal vivo i Train To Roots e mentre i Capital Letters tornano a farsi sentire con un nuovo album, la band sarda invece perde pezzi importanti…

4. Butcher’s Bride – Calibro 35

La moglie del macellaio, una dei protagonisti del libro di Giorgio Scerbanenco “Traditori di Tutti” che dà il titolo al nuovo album dei Calibro 35. Milano Violenta.

5. Bristol Rock – Black Roots

Questo pezzo dei Black Roots capita ancora di sentirlo nei locali di Saint Paul’s, il quartiere giamaicano di Bristol dove la band si formò nel 1979

6. Muggles – Louis Armstrong

Muggles è il termine col quale Louis Armstrong definiva la marijuana, che fumava in abbondanza. Al piano uno dei giganti del jazz: Earl Hines.

8. Expensive Shit – Fela Kuti

Anche Fela Kuti era un consumatore d’erba, che dovette ingurgitare in grande quantità e poi espellere di nascosto, durante le notti di prigione, per sfuggire alle persecuzioni del regime nigeriano.

7. Seven Four – 74 Miles Away

“It is not without a healthy level of megalomania that these Brussels based musicians named themselves after one of the Cannonball Adderley Quintet’s hottest albums.” si legge nel sito della formazione belga. La composizione di Cannonball Adderley come fosse intepretata da un altro grande bruxellois: Marc Moulin.

8. Why are we sleeping? – Soft Machine

La canzone di Robert Wyatt e soci ha ispirato Oliver Assayas, che la inserisce nella colonna sonora del suo ultimo film “Qualcosa nell’aria”.

9. The Ghost of Tom Joad – Tom Waits

Tom Joad è il protagonista di “Furore”, il romanzo di John Steinbeck adattato per il grande schermo da John Ford nel 1940.

10. Killing an Arab – The Cure

Il primo singolo dei Cure viene ispirato dal romanzo di Albert Camus “Lo Straniero” ambientato in Algeria e messo in scena da Luchino Visconti. I protagonisti del film sono Marcello Mastroianni e Anna Karina.

 

un 2013 povero…

Questi sono gli album del 2013 che ho ascoltato di più, per un motivo o per l’altro. Disposti in maniera NON gerarchica.

1. Mississippi Moonchile – Matana Roberts
2. Beija Flors Velho E Sujo – Sao Paulo Underground
3. Loud City Song – Julia Holter
4. A Hero’s Lie – Grey Reverend
5. Aspettando i barbari – Massimo Volume
6. Nepenthe – Julianna Barwick
7. Traditori di tutti – Calibro 35
8. Frozen Dancers – Tempelhof
9. Without Noticing – Fire!
10. Could spring fault less youth – Mount Kimbie
11. Stan behind the man behind the wire – Stefano Pilia
12. Sale quanto basta – Paolo Angeli
13. New History Warfare Vol. 3: To See More Light – Colin Stetson
14. Red Hot Fela – AA. VV

Best live act – Simple things Festival – @ Colston Hall – Bristol – Ottobre

Ghédalia Tazartès – Maya Duniets @Arnolfini – Bristol 30/11/13

Ghedalia Tazartès & Maya Duniets, mantra audiovisivo all’Arnolfini

Melt Yourself Down @Exchange – Bristol 30/11/13

Melt yourself down, un uragano afrobeat si abbatte sull’Exchange