LIBERTA’ DI STAMPA: IL 2012 IN CIFRE: 88 giornalisti e 47 cittadini-giornalisti uccisi, l’anno peggiore per i giornalisti dalla prima pubblicazione del bilancio annuale di Reporter senza frontiere nel 1995

Rapporto sulla libertà di stampa nel mondo 2012.

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Cemento rules

In un bell’articolo di Franco Arminio sul Manifesto di qualche giorno fa si legge:

Sarebbe ora che gli abitanti che sono rimasti sui paesi si sollevassero per reclamare misure a difesa del territorio, ma i paesi sono governati dalle stesse logiche che hanno i dinosauri del parlamento. Una piccola borghesia fangosa che imbratta con furbizie e intrallazzi ogni cosa.

Ricordiamoci quindi che la destra di governo nazionale, regionale e comunale (perchè di destra si tratta) va in tutt’altra direzione. Ricordiamo la recente approvazione da parte della giunta Cappellacci di una norma del P.P.R che incentiva la costruzione di campi da golf con annesse e connesse “strutture di ricezione” che più che portare sviluppo e modernità incrementeranno la presenza di cemento nel già martoriato territorio sardo (segnalo un articolo di Marcello Madau sul tema).
Ricordo pure che qualche giorno fa 10 assessori regionali del Pdl in Lazio si sono dimessi dato che addirittura il governo ha sconfessato il Piano Casa (dove piano ahimè non è un aggettivo riferito al tempo),  architettato dalla giunta Polverini, che prevedeva la costruzione di ben 6 porti sulle coste laziali.
Non è certamente un caso che l’aumento delle colate di cemento sia deciso da chi comanda, e chi comanda sia un costruttore. E’ il conflitto di interessi che da anni mina l’Italia da cui non riusciamo a liberarci da decenni. Già nel 1963 Francesco Rosi lo raccontava nel film “Le mani sulla città” e Italo Calvino nel suo racconto “La speculazione edilizia” ambientato proprio in quella costa ligure martoriata dalle piogge copiose di questi strani giorni.
Lasciando da parte la retorica, rincresce vedere che poco è cambiato in tanti anni e, ancor peggio, il consumo sfrenato del territorio ha assunto le nobili vesti del progresso e dello sviluppo.
Il costruire a più non posso è un problema che viene spacciato come soluzione per il miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini: ogni volta che si parla di crisi (che partì appunto dal settore immobiliare statunitense) l’argomento che trovano i potenti è quello di “far girare l’economia” che si traduce in pratica con una nuova colata di cemento con la quale non solo ci si arricchisce ai danni della comunità, ma si prova a coprire i vizi sfrenati e palesi della classe dirigente oramai illegittima e fuori controllo.

Ho provato a sintetizzare l’articolo con un nuovo strumento di social-media: Storify.
Potrete trovare la mia storia a questo indirizzo:
http://storify.com/robystereo/cemento-rules

R-obystereo