Ahi Torino

1. Torino che non è New York – Enzo Maolucci
2. Ipercarmela – Francesco De Gregori
3. Torino è la mia città – Rough
4. Il cielo su Torino – Subsonica
5. Il regno della mole – Statuto
6. L’auto targata T0 – Lucio Dalla
7. Meglio di uno specchio – Massimo Volume
8. Tanco del Murazzo – Vinicio Capossela
9. Nella terra del Diofa – Fucktotum
10. Torino – Antonello Venditti

La basilica di Superga

Domenica è stata la volta della basilica di Superga. Ho preso il 68 fino a Sassi, e da lì ho preso la tramvia a dentiera fino alla basilica. E’ imponente e offre un bellissimo panorama di Torino con le Alpi sullo sfondo; peccato per la giornata un pò fosca e opaca che riduceva lo spettacolo. Ho scelto poi di prendere un sentiero ( il numero 28) che mi ha riportato a Sassi lungo 5 km di bosco; una camminata di un’oretta molto rilassante che ha favorito una volta di più la riflessione e mi ha dato la carica per iniziare una nuova settimana. Adiacente alla basilica vi è “Il ristoro del Priore”, un piccolo ristorante con menù turistico a 20 euro, e nella parte anteriore si trova il terrapieno sul quale il 4 Maggio 1949 impattò l’aereo con a bordo i giocatori del Grande Torino; una lapide con tutti i nomi delle vittime e dei fiori freschi sono il ricordo della tragedia. E’ molto piacevole fermarsi a leggere sulla terrazza del bar della stazione, e se poi si ha in mano un libro di Oscar Wilde tanto meglio! L’atmosfera era da film; gli incroci di storie e di vite erano quelle tipiche dei luoghi turistici. Mentre leggevo mi soffermavo ad ascoltare i discorsi di due famiglie “miste”: lui italiano, lei argentina; lui italiano, lei francese; accanto a loro dei ciclisti e una famiglia intenta a gustarsi un bicerin.

sentiero 28
Il sentiero 28
lapide grande torino
La lapide in memoria del Grande Torino
basilica
La basilica di Superga

Roberto Oggiano

Prenzlauerberg

Bambini biondi, artisti in ciabatte, colori e caffè.

Prenzlauerberg è affascinante. Il quartiere con la più alta pecentuale di artisti e di giovani mamme di Berlino, dove le vie sono piene di alberi e i palazzi hanno uno stile ottocentesco. Una canzone dei Beirut prova a raccontarla in musica. Vecchia zona ost, nel quale è ambientato il film “Das Leben der Anderen” che racconta della DDR e della sua polizia segreta, la Stasi. Ci sono stato un lunedì mattina alla ricerca di dischi nuovi da ascoltare, e senza dubbio l’offerta è interessante e inevitabilmente poco economica. Ho acquistato un bel cd di Nathan Davis nell’ Oderberger Strasse, e ho visto la mappa della metro di Berlino dove a posto delle fermate erano nomi di artisti musicali.

Nächste Station: Bob Marley.

Berlino

A Berlino per 4 mesi circa, a lavorare in un ristorante italiano, passo il mio poco tempo libero fra web e libri.

Ogni tanto mi allontano dallo stadt (quartiere) in cui vivo, Charlottemburg, per incontare degli amici o per scoprire parti della città che non ho ancora visto. Come in ogni città che si rispetti ci sono le parti turistiche e le parti meno conosciute (che infatti meno conosco), o meno frequentate da chi sta qua in vacanza pochi giorni. Una di queste parti è Treptower Park, un parco a est di Berlino, adagiato sulla Spree e che ha al suo interno un luna park abbandonato dall’ aria spettrale.  Ci si può arrivare in s-bahn, e la fermata ha lo stesso nome. Il giorno in cui ci sono stato mi ha offerto un tempo schizofrenico, alternando acquazzoni a splendidi momenti di sole, permettendomi di leggere col rumore della pioggia seduto in un chiosco e qualche ora più tardi di godermi il sole sulla spree. Quest’ultima protegge un’isoletta, chiamata isola del cuore, collegata al resto del parco da un ponte. All’interno vi è pure un grande monumento dedicato ai soldati sovietici caduti a Berlino, che però non ho visto preferendogli appunto il luna park abbandonato e non avendo con me la simpatica bicicletta.

Trptower park (WEB2)