Ecco il carrello di Kapò di Gillo Pontecorvo che Rivette definì abietto nel suo testo
“Dell Abiezione” apparso sui “Cahiers du cinéma” n.20 del 1961.
Secondo Rivette: “Guardate, in Kapò, l’inquadratura in cui Emmanuelle Riva si suicida, gettandosi sul filo spinato ad alta tensione: l’uomo che decide, a questo punto, di fare un carrello in avanti per inquadrare il cadavere dal basso all’alto, avendo cura di porre la mano alzata esattamente in un angolo dell’inquadratura, ebbene quest’uomo merita solo il profondo disprezzo

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