Volete fare un giro nell’Inghilterra tatcheriana senza muovervi da casa?
Bè non perdete tempo This Is England è per voi, che dagli anni ’80 non riuscite ad uscirne.
La pellicola datata 2006 fu presentata al festival di Roma nello stesso anno, ma passò inosservata o si perse in chissà quali oscuri meandri della memoria per venirne fuori nel 2011, distribuita in Italia dalle Offine Ubu.
Il regista, Shane Meadows nel 2010 ne ha girato la serie Tv tratta dal film:
This is England ’86“.
E’ la storia di un ragazzino dodicenne nella provincia inglese ai tempi in cui Meggie, fresca del secondo mandato inviò le truppe a riprendersi le isole Falkland cadute in mano alla giunta militare argentina.
Tempi di austerity.
Gli anni degli skinhead, del reggae dei Toots & the Maytals, delle doctor marten’s.
Le ideologie sono incerte, le identità pure e in questi casi è facile, nella guerra fra poveri incitare all’odio razziale contro i neri e i pakistani.
Ma This is England non è solo un film anti-razzista e anti-militarista, sentimenti ben condensati nel giovanissimo protagonista, ma aspira a descrivere il disagio nel quale si cresce quando le protezioni sociali sono ridotte, quando i punti di riferimento in questa generazione perduta sono i valori che si diffondono in maniera distorta.
Il film è del 2006, sono passati vent’anni e in Inghilterra il cinema ha ancora bisogno di raccontare questi anni liquidati troppo in fretta dal “blairismo” progressista e altrettanto guerrafondaio.
C’è la volontà di mostrare l’altro lato della cool britannia, che nonostante la bolsa retorica nazionalista con la quale viene difesa dagli estremisti di destra, continua ad affascinare.
Gli skinhead e la working class.
Il look è perfetto: testa rasata, jeans stretti, camicia supportata da bretelle, e gli immancabili anfibi.
La musica pure, tutta rigorosamente nata negli anni ottanta: The Specials, Lee Perry and The Upsetters, Soft Cell (salvo il piano di ludovico Einaudi nello splendido finale)
E infine i paesaggi verdi e brulli, le lande desolate d’Albione, le sperdute strade provinciali e i pub.
This is England , certo cool, ma che come ogni patria e ogni bandiera non vale una fottuta, fottutissima guerra!!

P.s. La visione è consigliata in lingua originale, of course.

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4 pensieri su “This Is England

  1. Ma a te è piaciuto? A me insomma, alla fine tutti questi skinhead e boot-boys che si abbracciano di continuo e parlano di sentimenti…e poi, diciamocelo, a 12 anni, se sei un ragazzino basso, grasso, brutto e sfigato NON puoi farti una di 18!

    p.s ah, dimenticavo: la madre che si incazza per i capelli rasati, va nel bar con l’intenzione di fare il culo a un pò di teppistelli, e alla fine se ne va tutta contenta, lasciando il figlio nelle grinfie di nazionalisti e fanatici, per poi non apparire praticamente più nel resto della pellicola…singolare.

  2. mi è piaciuta innanzitutto la colonna sonora, poi nonostante qualche pecca di sceneggiatura (forse un po’ troppo strappalacrime) mi è piaciuta la regia di Shane Meadows.
    Riguarda alla verosimiglianza con la realtà, ho smesso di cercarla nel cinema già da un pezzo.
    Forse mi son riconosciuto nella noia dei protagonisti nella provincia inglese che non è tanto diversa da quella sarda (neanche nei soldati morti per la patria).
    La serie tv non mi ha convinto come il film, ma vale la pena vederla per la regìa.
    (Oh – I say pressure drop, a drop on you
    I say pressure drop, oh pressure drop )

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