E’ difficile scindere, nella politica, il pubblico dal privato. La politica dovrebbe essere quanto di più pubblico esista, se considerata nell’ accezione aristotelica di uomo come animale politico. Mi accorgo invece di quanto a Viddalba le occasioni di una riflessione comune, ormai offerte da internet, siano poco sfruttate sia per scarso utilizzo dei cosiddetti “nuovi media”, sia per timore di pregiudicare con un intervento fuori luogo o non condiviso le proprie relazioni sociali. In tanti continuano in privato a farmi presente le proprie idee sul futuro del paese e su quali siano le persone adatte ad amministrarlo. La selezione della classe dirigente a quanto pare non è solo un problema che riguarda la sfera nazionale ma si proietta a livello locale, anzi è da qua che parte. Mi si chiede spesso di pensare a una semplice competizione elettorale come quella di Viddalba come se fosse un paese lontano dai vizi e dal malcostume che affligge la classe politica italiana, come se fosse il nostro comune fuori dal sistema politico nazionale (o regionale), e non avesse le stesse regole e gli stessi meccanismi di decisione. Come se la paura o la incapacità di esprimere la propria opinione fosse solo un difetto o una caratteristica inerente agli altri, agli italiani, mai a noi stessi. Ciò forse dipende dal fatto che siamo abituati a trattare di certe questioni nel solo momento elettorale, mentre sonnecchiamo durante gli altri 4 anni e mezzo. Non ci sono, a parte i bar o i luoghi di lavoro, degli spazi di aggregazione sociale nel quale discutere di come vanno le cose; è tutto un sentito dire, un girare di informazioni vaghe e confuse che spesso si allontanano dalla realtà e restano confinate nella cerchia intima delle persone che siamo abituati a frequentare (per questo insisto sul fatto che ogni amministrazione debba dotarsi di una buona comunicazione pubblica e politica istituzionale). La politica così da bene pubblico si trasforma in bene privato, come accadeva durante il fascismo. Limitando così la circolazione delle idee e delle opinioni e  favorendo il punto di vista di chi ha più potere economico o politico (consenso derivato dalla grandezza della famiglia). La scarso scambio di opinioni a livello pubblico favorisce la balcanizzazione delle convizioni, che nonostante a volte siano sbagliate riescono ad essere forti solo perchè dotate di consenso. Se non siete d’accordo o trovate la mia analisi discutibile, carente, parziale, retorica, pretenziosa, inutile, noiosa, supponente, o totalmente priva di senso non avete che da farmelo presente nello spazio dei commenti.
(mi la dizìa mamma di no imbriagammi cussì meda).

p. s. qualcuno ha il tempo di scrivere nello spazio dei commenti i nomi dei candidati?

Roberto Oggiano

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