E’ iniziato avantieri (finalmente) il 27 festival del cinema di Torino e io ho fatto l’abbonamento; quello che costa 30 euro che ti permette di vedere i film che iniziano nelle ore comprese fra le 9 e le 19: risultato 3 film al giorno.

Venerdì ho iniziato col botto, ho visto “Pusher” un film danese del 1996. Un film che mi ha tenuto con lo stomaco contorto per tutta la durata, un cazzotto proprio sotto lo sterno…da togliere il fiato! Un cult!

Oggi invece di mattina ho visto “Vivre sa vie” di Godard in lingua originale. e’ uno dei pochi film della nouvelle vague che avevo già visto quando avevo seguito il laboratorio di cinema ed è stato molto divertente nonostante la drammaticità. Non sta a me sindacare il cinema di Godard, se n’è scritto e riscritto: vedetelo! Secondo spettacolo della giornata è stato “Party Girl” di Nicolas Ray, ambientato in una scintillante Chicago degli anni 50. C’è di tutto: gangster, sparatorie, bulli e pupe. Terzo viaggio: “Saturn Returns” di Lior Sharmiz, un giovane filmaker ebreo-berlinese che infatti snoda la sua storia tra la capitale tedesca e Ashkelon. A caldo non mi è piaciuto tanto, anche se col tempo lo sto rivalutando e alcuni scorci di una Berlino dissoluta mi han ricordato l’estate appena passata. Le scene di amore omosessuale si ripetono costantemente, e la tecnica con cui il film è girato è un pò spiazzante; la macchina da presa a volte si muove come fosse comandata da una molla e gli zoom si susseguono ad alta velocità. Preferisco Godard.

Roberto Oggiano

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