Nasce a Padova il 2 Marzo 1956 , regista e sceneggiatore italiano.

Il suo primo lavoro viene realizzato con i soldi ricevuti da un’eredità: è un film in 16 mm Vagabondi del 1979 che vince il premio distribuzione offerto dalla Gaumont al festival milanese Filmmaker.

Dopo essersi trasferito a Roma inizia a scrivere Notte Italiana, che verrà girato nel 1987 e prodotto dalla neonata Sacher Film di Nanni Moretti. La pellicola – una storia di corruttela e mala politica, ambientata sul delta del Po – è positivamente accolta dalla critica e vince il Nastro d’argento e il protagonista Marco Messeri viene premiato con il Globo d’oro come miglior attore dell’anno.

Nel 1989 gira Il prete bello e collabora alla scrittura di Marrakech Express  di Gabriele Salvatores.

Nel 1992 abbandona i territori cinematografici a lui più consueti per seguire le vicissitudini di Silvio Orlando nelle vesti di un dentista romano perso dietro le tracce di una giovane russa, bellissima e misteriosa, che lo conduce verso Un’altra vita, quarto lungometraggio del regista veneto.

Nel 1994 partecipa al film collettivo di denuncia L’unico paese al mondo: brevi episodi curati da diversi registi italiani (tra cui Archibugi, Moretti, Luchetti) realizzati con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica su ciò che lo stesso Nanni Moretti ritiene essere una vistosa anomalia: la candidatura del proprietario di importanti reti televisive e giornali alla guida del paese.Nel 1994 approda nelle sale Il toro, interessante road movie con protagonisti Abatantuono e Citran, alle prese con la vendita di un toro rubato.

Nel 1996 con l’ottima prova d’attore di Antonio Albanese nel ruolo di un operaio che allevia il malessere di una ragazza slava che sceglie di fare la prostituta per continuare a vivere in Italia esce Vesna va veloce. Partecipano con piccole parti Stefano Accorsi, Silvio Orlando e Antonio Catania, nonchè lo stesso Roberto Citran.

Ne L’estate di Davide (1998), film per la televisione transitato anche su grande schermo, mette in scena con grande sensibilità l’educazione sentimentale non priva di asprezze d’un ragazzo in vacanza nel Polesine.
Sempre nel 1998 cura la regia teatrale dello spettacolo Conversazione senza testimone di Sofja Prokofeva e subito dopo si appresta a realizzare, con la casa di produzione cinematografica Vesna Film, la serie di Ritratti. Al primo, dedicato a Mario Rigoni Stern, seguono quelli di Andrea Zanzotto e di Luigi Meneghello.

Nel 2000 il regista firma la sceneggiatura e la regia del film La Lingua del santo, presentato in concorso alla 57ª Mostra del Cinema di Venezia, nel quale dirige la coppia Antonio Albanese Fabrizio Bentivoglio in un’esilerante commedia. Nel 2002 gira A cavallo della tigre , rifacimento sui generis di una commedia tra le più nere e cattive che si ricordino, girata da Luigi Comencini nel ‘61.
Nel 2004 Stefano Accorsi e Maya Sansa sono gli interpreti de L’amore ritrovato, – liberamente ispirato al romanzo “Una relazione” di Carlo Cassola. Presentato fuori concorso alla 61ª Mostra del Cinema di Venezia, il film è una sorta di esplorazione sulle dinamiche dei rapporti, nello stile tipico del regista.
Nell’ottobre 2007 è in concorso alla II edizione della Festa del Cinema di Roma con La giusta distanza.

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